Gruppi di Postadozione per neo famiglie adottive

neofamiglie

Lavoro con le adozioni occupandomi di accompagnare i primi incontri di frequentazione tra bambini e coppie e conduco gruppi di sostegno per famiglie che hanno da poco adottato. Incontrare la realtà dell’adozione partendo dal momento dall’abbinamento, mi ha impegnato nel  compartecipare e supportare i primi scambi della  nuova famiglia.
Le neo famiglie  adottive  si trovano ad incontrare storie ed esperienze affettive distanti e a volte dolorose. Da una parte  la coppia che ha vissuto lunghi percorsi di valutazione, attese e speranze; dall’altra i bambini con esperienze di separazioni ed abbandoni.
Spesso le coppie adottive sperimentano emozioni di estraneità e paura, la novità della genitorialità, l’incontro con le diverse storie, culture e colore di pelle  e  al contempo provano un’immensa gioia e un grande desidero di legami genitori-figli solidi da costruire da subito.

L’avvio di gruppi di sostegno dedicati alle famiglie adottive è stato un ottimo strumento di supporto e accompagnamento rispetto al grande caos emotivo che molti sperimentavano e alla grande confusione di come rapportarsi con i propri bambini. Il gruppo ha l’obiettivo di  supportare i genitori a passare dal cosa fare al come farlo, provando a mettere in discussione quel bisogno di dover avere ottime competenze genitoriali per essere all’altezza di accogliere un bambino adottato nella propria casa.
Nell’esperienza con i gruppi di  neo genitori provavamo insieme a riconoscere le risorse che ogni famiglia aveva a disposizione. Esplorando tra i diversi racconti, un punto importante del lavoro è spesso il bisogno di capire come fare per affrontare i primi problemi della convivenza. I neo genitori si preparano all’incontro ognuno con una propria “cassetta degli attrezzi” con la speranza che funzioni nel prevedere, affrontare e capire le proprie emozioni e quelle dei bambini, i comportamenti più problematici o le domande più imbarazzanti. Il fallimento di alcune strategie in alcuni casi però era evidente. I genitori, attraverso il supporto del gruppo, riuscivano ad esprimere il proprio vissuto di inadeguatezza nel riprodurre comportamenti che non appartenevano al proprio modo di essere, ma  sentiti giusti.
Un importante lavoro che si fa nel gruppo è provare a guardare e condividere  meglio cosa ognuno mette nella  propria “cassetta degli attrezzi”!!!! Questa operazione rende il più delle volte visibile  l’affacciarsi di piccole esperienze legate all’ansia da prestazione, al bisogno di controllo, alla paura del fallimento. Queste emozioni  di inadeguatezza sono comprensibili se si pensa a quanti diversi significati può avere per ognuno l’aver realizzato il proprio desiderio di famiglia.
La proposta entro i gruppi  è, insieme alle famiglie, quella di provare a non giudicare le emozioni scomode, ma piano piano iniziare ad occuparci del rapporto tra genitori e figli, di come ci si sta, di cosa si prova, di che problemi si incontrano. Spesso durante di gruppi si parla di temi di vita quotidiana, come il sonno, il cibo, la scuola, i rapporti con la famiglia, il gioco, provando a condividere pensieri, paure ed esperienze, piuttosto che verificare l’acquisizione di competenze. Parlare del rapporto nella vita quotidiana è l’occasione per riconoscersi dentro un’evoluzione non prescritta, unica e irripetibile, alla quale pensare e da costruire un passo alla volta.
Fermarsi a pensare cosa sta accadendo in quel rapporto, come ci si sente, sia i genitori che i figli, è la chiave per incontrarsi entro relazioni nuove, questo permette ai genitori adottivi di costruire un po’ alla volta la loro esperienza di famiglia.
La fantasia di voler essere genitori adeguati, allontanava i neo genitori dalla reale esperienza dell’adozione e  dalla possibilità di sperimentare risorse proprie. Si può meglio capire, allora, la difficoltà di molte coppie nel rapportarsi alla storia del bambino, al “prima di noi”. Molte volte è qualcosa che non si conosce, che convoca i genitori a farsi carico di una storia lontana dolorosa sia per il bambino che per la coppia; un obiettivo del gruppo è quello di sviluppare la consapevolezza che l’essere adeguati o meno non determina il buon esito del rapporto, è nella relazione che si costruisce giorno dopo giorno  che permettiamo ogni membro della famiglia di costruire la propria identità e le proprie sicurezze nei legami.
Proporre alle famiglie un servizio di accompagnamento, che non ha in mente di rifornire strumenti giusti, validi per tutti, ma di poterli costruire e condividere insieme, passando per le esperienze di vita quotidiana,  rappresenta per molti genitori un’occasione di crescita, sviluppo e di risoluzioni di molti problemi di convivenza che sarebbero rimasti sommersi.
Offrire alle famiglie un luogo in cui occuparsi delle questioni che incontrano permette loro di maturare esperienze di consapevolezza e di fiducia verso le proprie risorse. Il gruppo è quello strumento permette la creazione di un clima di condivisione e partecipazione capace di sostenere anche le storie più complesse.
Come professionista ho sperimentato quanto il lavoro di supporto e di condivisione in gruppo abbia significato per molte neo famiglie adottive un occasione in cui rigenerarsi e sperimentarsi in scambi veri, senza giudizio e colpa. Condividere con altri genitori che vivono le stesse esperienze rappresenta il punto di forza fondamentale per ampliare il proprio bagaglio di esperienza e conoscenza. Un’occasione importante di crescita per tutti i membri della famiglia.

Dott.ssa Francesca Roberti

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